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Il 4 luglio 2012, nel corso di una conferenza organizzata dal Cern,
Fabiola Gianotti e Joseph Incandela,
responsabili degli esperimenti ATLAS e CMS,
annunciano l’osservazione,
nelle collisioni tra protoni all’interno del Large Hadron Collider,
di una particella con massa pari a circa 125 GeV.

Il “I think we have it” (penso che ce l’abbiamo)
pronunciato nel corso della stessa conferenza da Rolf-Dieter Heuer,
all’epoca direttore generale del CERN,
comunica al mondo la scoperta del Bosone di Higgs,
l’unico componente del Modello Standard non ancora identificato.

Tra gli scienziati presenti alla conferenza,
Peter Higgs e François Englert, i primi,
insieme a Robert Brout (scomparso nel 2011),
a teorizzare l’esistenza della particella.

Nella metà degli anni ’60, Peter Higgs,
Robert Brout e François Englert,
in due articoli indipendenti, suggeriscono l’esistenza
di un campo, e di una particella a esso associato,
in grado di spiegare la rottura della simmetria elettrodebole.

Higgs, Brout ed Englert, nei loro lavori,
descrivono inoltre il meccanismo grazie al quale,
a partire dal campo teorizzato, le particelle acquisiscono la loro massa.

L’osservazione nel 2012 della particella,
diventata nel frattempo nota con il nome di bosone di Higgs,
conferma quindi le ipotesi di Higgs ed Englert.

A seguito della scoperta, Higgs ed Englert riceveranno nel 2013
il premio Nobel per la fisica “per la scoperta teorica di
un meccanismo che contribuisce alla nostra comprensione
dell’origine della massa delle particelle subatomiche”.

Energie estreme e un elevato numero di collisioni tra protoni.
Queste le prestazioni fornite dal Large Hadron Collider,
il più grande acceleratore di particelle mai realizzato,
indispensabile per garantire la produzione e l’individuazione
del Bosone di Higgs.

Fondamentale per l’individuazione
del Bosone di Higgs, anche la straordinaria sensibilità
degli esperimenti ATLAS e CMS.

ATLAS e CMS sono due dei quattro grandi apparati
in grado di osservare nel dettaglio le conseguenze
degli urti tra protoni che avvengono in corrispondenza
dei punti di collisione all’interno di LHC.

L’INFN è tra i protagonisti dell’eccezionale risultato.
Il ruolo centrale svolto dall’istituto nella realizzazione di LHC
e nelle attività delle collaborazioni ATLAS e CMS
risulterà infatti cruciale per l’individuazione del Bosone di Higgs.

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